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Medicina medievale: sette cose che non sapevi
Medicina medievale: sette cose che non sapevi

La medicina medievale, soprattutto quella relativa alla prima parte di questo periodo, fu in sostanza una medicina pratica, fondata sull'insegnamento diretto e sull'uso di terapie consacrate dalla tradizione, quindi, differì poco da quella più antica. Solo in seguito si vedranno nascere delle strutture più specifiche e un approfondimento delle diverse branchie della medicina.

Trasmissione della conoscenza

Non esistevano veri e propri centri di insegnamento e la trasmissione delle pratiche avveniva direttamente tra maestro e discepolo o tra padre e figlio. Un altro discorso vale per i medici ebrei che non seguivano i preconcetti cristiani sulla medicina, per cui, continuarono ad esercitare, basandosi sulla tradizione medica antica, dato che, la cura fisica, per il cristiano, era subordinata a quella spirituale, l'assistenza ai malati era ritenuta un atto di carità cristiana, espressione dell'amore verso Dio.

Lebbrosari e Lazzaretti

Il lebbrosario era una struttura per pazienti cronici, con scarse probabilità di guarigione, strutturata come un piccolo borgo, con lo scopo di isolare, non di guarire i malati.

Il lazzaretto nacque per gli ammalati gravi, ma con la possibilità di recupero. Con esso, infatti, inizia la storia dell'ospedale moderno, anche se negli ospedali esercitavano pochi medici e le università erano prive di malati, in quanto la visita medica si svolgeva principalmente in casa del paziente.

I primi ospedali

I primi ospedali nacquero fornendo assistenza e rifugio ai vecchi, agli invalidi e ai pellegrini itineranti; erano, in effetti, luoghi per persone non abbienti, nei quali veniva chiesto il supporto dei santi patroni. Gli ospedali più sviluppati erano dotati di stanze per viaggiatori e studenti indigenti, dispensari per i poveri, cliniche ed ambulatori per i feriti, sedi per i ciechi, gli anziani, gli orfani, i malati mentali, e lebbrosari, senza distinzione di età o di classe sociale.

Medicina e chirurgia

Anche se la medicina e la chirurgia erano già strettamente collegate, nel medioevo c’era una netta distinzione fra di esse. I medici trattavano i problemi interni al corpo e i chirurghi quelli esterni come ferite, fratture, lussazioni, problemi urinari, amputazioni, malattie della pelle e sifilide. I medici inviavano loro i pazienti che necessitavano di cure relative a estrazioni dentarie, osteologia, oculistica ed ostetricia.

La chirurgia era considerata l’ultima spiaggia e poteva risolvere i casi di cancro mammario, fistole, emorroidi, cancrena, cataratta. Ai tempi, anche il prelievo del sangue era considerata chirurgia, in quanto, secondo le credenze, valeva come rimedio per ristabilire l’equilibrio tra i fluidi del corpo.

La teoria dei quattro umori

L’equilibrio appena citato era relativo alla Teoria dei quattro umori, che era a fondamento della medicina medievale e che fu alla base della medicina fino al XIX secolo. Questa teoria sosteneva che ogni individuo avesse quattro "umori" o fluidi principali: bile nera, bile gialla, flegma e sangue, prodotti da vari organi del corpo. Secondo questa teoria una persona era in buona salute soltanto quando vi era un perfetto equilibrio tra questi elementi.

Anestesia

L'anestesia è un'eredità di quest'epoca: per addormentare un paziente, si imbeveva una spugna con l'anestetico prescelto (belladonna, oppio, succo di cicuta, mandràgora o giusquìamo, lattuga, cistifellea di cinghiale castrato, brionia) e lo si premeva sul viso del paziente. Alcune di queste soluzioni erano potenzialmente letali e, infatti, capitava anche di non dosarle bene, con il conseguente mancato risveglio dall'operazione.

La gravidanza nel nord Europa

Dalla lettura delle fonti nord europee, si evince che in quelle zone la gravidanza, dal suo inizio fino al parto, era un campo di intervento dove solo le donne potevano operare sia nel ruolo di gestante, sia in quello di assistente. Il primo modo d'intervento sulle doglie del parto era strettamente correlato alla magia. Le assistenti si occupavano della gestante con invocazioni agli dei, dell'utilizzo delle Rune del parto, oppure delle formule magiche e dei rituali; un complesso di strumenti essenziale a in quei tempi affinché il parto si risolvesse al meglio.

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