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I diritti delle donne in sala parto
I diritti delle donne in sala parto

Spesso le donne si ritrovano ad accettare un determinato tipo di assistenza ostetrica, non privo di ingiustizie, perché esse stesse non sanno veramente quali sono i loro diritti da partorienti.

Ci sono tutta una serie di pratiche che, tra racconti di altre madri ed esperienze personali, sono rientrate nella normalità: per esempio, ad oggi, il parto indotto, quello in epidurale e quello con l’episiotomia rientrano tra quelli naturali, anche se non è propriamente corretto.

Una buona madre è colei che si informa sui suoi diritti quando partorisce, perché la sua salute, fisica e mentale, è direttamente correlata a quella del nascituro.

Esiste infatti un disegno di Legge del 2006, stilato e poi approvato, sulla base delle 15 raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la partoriente, risalenti al 1985 (neanche troppo recente insomma). Di seguito ne abbiamo sintetizzato e raggruppato i punti principali:

  • Al fine di garantire il benessere psicologico della neo-madre, deve essere garantita la presenza di una persona di sua scelta, oltre alla possibilità di ricevere visite nel periodo post-parto.
  • A tutte le donne partorienti deve essere sempre garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura.
  • L’induzione al travaglio è una pratica utilizzabile solo per specifiche indicazioni mediche e la sua applicazione non dovrebbe superare il 10% per area geografica.
  • I parti vaginali, dopo un cesareo, dovrebbero essere incoraggiati. Non ci sono prove che sia necessario un altro parto cesareo.
  • La rasatura del pube e il clistere prima del parto non sono per nulla obbligatori.
  • La rottura artificiale delle membrane si raccomanda solo in uno stato avanzato del travaglio.
  • Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici.
  • Durante il travaglio vanno bene i consigli dei medici, ma è la partoriente a scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto. Oltretutto si deve incoraggiare la donna a camminare e non la si dovrebbe mettere semplicemente in posizione supina.
  • Il neonato, se in salute, deve poter restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettono: nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre.
  • La madre può iniziare ad allattare anche prima che sia lasciata la sala parto, in quanto l’allattamento costituisce l’alimentazione normale e ideale del neonato.
  • Grazie ad una educazione e un sostegno adeguato tutte le donne possono essere tranquillamente in grado di allattare il proprio bambino al seno. È importante quindi incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e a offrigli il seno ogni volta che il bambino lo richiede. E si raccomanda di prolungare il più possibile l’allattamento al seno e di evitare il complemento di aggiunte.

Se hai qualche dubbio oppure vuoi semplicemente approfondire l’argomento, contattaci. Il team della Farmacia Santa Chiara sarà felice di risponderti.

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